© Lea Helfenstein

Abbattere rododendri e vivere un’esperienza intensa al Killarney Nationalpark

Resoconto di Lea Helfenstein

L’estate scorsa ho partecipato a un campo di lavoro di due settimane nel Killarney Nationalpark in Irlanda. Insieme a volontari provenienti da Svezia, Germania, Slovenia, Croazia, Montenegro, Cecenia, Turchia, Giordania, Ungheria e Messico, ho contribuito all’arginamento di un’invasione di rododendri nel parco nazionale.

Il primo giorno dopo l’arrivo abbiamo fatto un’escursione a piedi, durante la quale abbiamo potuto renderci conto delle dimensioni dell’invasione di rododendri. Vaste aree ne erano ricoperte e non lasciavano spazio a nient’altro. Peter, il responsabile dei rododendri, ci spiegò che questa pianta non è indigena dell’Irlanda ma fu importata all’inizio del XIX secolo. Il rododendro soppianta i querceti autoctoni ed è una minaccia per l’intera vegetazione. Perciò oggi il rododendro viene sistematicamente abbattuto.

Il lavoro era faticoso. Dovevamo strisciare su terreni accidentati e talvolta arrampicarci, ma in compenso eravamo ricompensati da una vista spettacolare e a volte dopo il lavoro potevamo rinfrescarci in mare.
Nel nostro gruppo di volontari l’atmosfera era super! Ogni sera due persone erano responsabili della cena. Così in due settimane abbiamo fatto un piccolo giro culinario del mondo. Una sera ognuno di noi ha presentato il suo paese. Abbiamo così constatato molte differenze ma anche molte similitudini. In conclusione dirò che di certo ripeterei quest’esperienza e che la consiglio a tutti coloro che amano la natura e che vogliono ingaggiarsi per lei.

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